• #Serenacomevenezia

    Un te’ nero, grazie.

    Siamo tutti consapevoli che nella nostra vita di tutti i giorni siamo circondati da persone. Perché l’uomo è un animale sociale. Perché nonostante diciamo e sosteniamo a gran voce: “Vorrei stare su un’isola desertica e non vedere nessuno”, quanto può durare questo nostro utopico progetto? Una settimana? Dieci giorni? Due settimane senza amici, connessioni, familiari, per poi ritrovarsi a scrivere sulla sabbia una grossa ICS sperando che un aereo ci trovi? Quindi siamo tutti d’accordo che siamo consapevolmente circondati da persone. Ma è altrettanto vero che non tutte le persone che ci circondano siano consapevoli: di dove sono, cosa fanno, come gira il mondo etcc. E sono fra le categorie che a me fanno girare più le palle: perché vivono…

  • #Serenacomevenezia

    Adrenalina

    In questo 2019 ho bisogno di adrenalina. Ma di quella positiva, che danno le sorprese quando non te le aspetti ma ci speri. Che danno gli abbracci, ed anche se quelli li aspetti va bene lo stesso. L’adrenalina che trovi all’inizio dei viaggi, quando ti prepari al decollo. In attesa di sorprese, abbracci e decolli, l’adrenalina l’ho trovata in una fredda mattina di fine gennaio, su di una piattaforma sul Po, affacciandomi su di un’ acqua la cui schiuma certo da vedere bella non era. Ma come per tutte le cose, se la prima impressione conta, raramente è quella giusta. “Attenti che l’acqua è bassa”, ho sentito dire. “Non ti…

  • #Serenacomevenezia

    Bagordi

    Mi sono sempre piaciuti i bagordi, che poi non ho mai capito se sia un piemontesismo o meno. Mi piace fare tardi, ballare, la musica, il rumore, fare i brindisi. Mio padre mi ha sempre chiesto: ” Ma tu, hai le chiavi dei locali?”, e mia madre di contro: “E’ proprio figlia tua, il tetto sulla testa non le casca.” Finite le lezioni all’università, il sabato mattina andavo a dare una mano alla mia amica Marianna che aveva una panetteria, spesso la sera gli open bar ai Docs Dora, o al Cafe’Blue, la domenica non mi facevo trovare a letto, e febbraio era periodo di Carnevale, le sfilate mi vedevano sculettare…

  • #Serenacomevenezia

    e le canzoni stonate urlate al cielo lassu’ (come quelle degli asini, che stanotte hanno ragliato come non ci fosse un domani, che invece guarda un po’ e’ arrivato)

    Ho sempre considerato le donne greche tra le meno avvenenenti dell’intero panorama europeo, vestite di nero, con la ricrescita nei capelli, tendenti al grasso, e con i baffi a manubrio. Immaginatevi la mia gioia immensa quando mi dicono che ASSOMIGLIO AD UNA GRECA. La gente mi parla in greco, mi chiedono le indicazioni, i receptionist mi danno i numeri di telefono degli hotel sparando numeri a caso, al supermercato mi chiedono aiuto nella pesa dei cibi sulla bilancia. Ed io inspiegabilmente capisco. E rispondo. Ormai sono la regina del Carrefour, che si staglia all’orizzonte del mio balcone con fare imperioso. guardo dalla finestra, e vedo il Carrefour La cassiera mi…

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